Testa di rame

Scritto da Gabriele Benucci e Andrea Gambuzza

Interpreti: Ilaria Di Luca e Andrea Gambuzza

Regia: Omar Elerian

Elementi scenografici: Stefano Pilato

Ambienti sonori: Giorgio De Santis

Disegno e luci: Maria Cristina Fresia

Costumi: Adelia Apostolico

Maschere: Emidio Bosco

Livorno 1945 a pochi anni dalla Liberazione, in una città tutta da ricostruire, Scintilla, palombaro innamorato del mare e delle sue profondità, è sposato con Rosa, donna impulsiva, gelosa e caparbia. Impigliati nella loro libecciosa storia d’amore, si agitano finanzieri e contrabbandieri, gente di Borgo, Americani e “segnorine”che spingono i due protagonisti ad un’immersione nel mistero dei loro sentimenti, alla riscoperta del legame naturale che li unisce, come l’acqua e la terra, come il sopra col sotto.

Lo spettacolo partendo dalla raccolta di materiale documentaristico e interviste con i protagonisti e i testimoni dell’epoca, gli autori Gabriele Benucci e Andrea Gambuzza danno vita a una pièce teatrale sulla vita e le vicissitudini dei palombari, figure fra le più importanti, anche se meno celebrate, della vita portuale del dopoguerra livornese. Il risultato è un affresco sociale, popolare ed estremamente vivo, delle condizioni di vita di questi piccoli-grandi eroi comuni, proiettato sullo sfondo della storia d’amore tra il palombaro Scintilla e la moglie Rosa.

Lo spettacolo partendo dalla raccolta di materiale documentaristico e interviste con i protagonisti
e i testimoni dell’epoca, gli autori Gabriele Benucci e Andrea Gambuzza danno vita a una pièce teatrale sulla vita e le vicissitudini dei palombari, figure fra le più importanti, anche se meno celebrate, della vita portuale del dopoguerra livornese. Il risultato è un affresco sociale, popolare ed estremamente vivo, delle condizioni di vita di questi piccoli-grandi eroi comuni, proiettato sullo sfondo della storia d’amore tra il palombaro Scintilla e la moglie Rosa.

Il linguaggio proposto è quello del teatro di narrazione, per l’occasione tinto deicolori vivaci della commedia d’amore, in cui i monologhi dei due protagonisti, rivolti ad un interlocutore “invisibile” che non tarda ad incarnarsi nel pubblico, si alternano all’azione per mezzo di un montaggio narrativo ai limiti del cinematografico.

La vicenda parla di Mario Cavicchi, detto “Scintilla”, palombaro freelance, diremmo oggi, schivo e
ritroso a manifestare emozioni, ma abile e scaltro quando si tratta di recuperare relitti e munizioni dal fondo del mare e lei, è sposato con Rosa donna passionale evolitiva. Per una serie di equivoci e di imprevisti i due si trovano rispettivamente in un ufficio della finanza sotto stato di fermo, per un recupero che scopriremo non essere andato esattamente secondo i piani e l’altra su di un autobus che la sta riportando a casa in piena notte dopo una serata straordinariamente movimentata. Nell’arco della storia, i due, faranno i conti con le proprie paure e i propri sentimenti e coinvolgeranno il pubblico in un viaggio attraverso la riscoperta del legame che li unisce, come l’acqua e la terra e come il sopra col sotto.

 

Premi

Vincitore del secondo premio ex equo al Festival della Resistenza 2020 del Museo Cervi

Recensioni

Tommaso Chimenti da Rumor(S)cena

Igor Vazzaz da Giudizio Universale 

Mario Bianchi da Klpteatro

Laura Bevione da Hystrio

Testa di Rame – un omaggio di TakkoProduction  con  disegni di gAeCab

Il libro Titivillus Editore 

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